Ricorso alla Cedu contro Italia, avrebbe dovuto proteggere attivisti
Il team legale della Global Sumud Flotilla ha depositato nella notte un ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro lo Stato italiano nell’interesse di Saif Abukeshek Abdelrahim e Thiago de Avila. Il ricorso evidenzia la «responsabilità» dell’Italia come Stato di bandiera della nave “Eros 1” su cui si trovavano i due attivisti al momento della loro “intercettazione». «In base alla giurisprudenza consolidata della Corte di Strasburgo e al diritto internazionale del mare - scrivono - l’Italia esercitava giurisdizione sui soggetti a bordo ed era quindi tenuta ad adottare tutte le misure necessaria per prevenire violazioni prevedibili dei diritti fondamentale. Non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione nè è stato avviato alcun intervento idoneo a impedire o interrompere la violazione in corso» nonostante le «autorità italiane fossero state tempestivamente informate del rischio concreto e imminente per la vita e l’integrità fisica degli attivisti». Con la procedura urgente prevista dall’articolo 39 del Regolamento Cedu si chiede di «accertare il luogo di detenzione dei due attivisti», garantirne «l’integrità fisica e psicologica», assicurare «l’accesso alla difesa» e «impedire ulteriori trasferimenti o forme di isolamento».
Da Il Sole24ore
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